sabato 2 dicembre 2017

Krav Maga in pillole parte 8



Il Krav Maga è nato in guerra. È perciò naturale che le sue tecniche siano mirate all'annientamento dell'avversario, invece che a una semplice reazione ad un attacco.
Ogni tecnica di difesa nel Krav Maga è al contempo un contrattacco volto a rendere inoffensivo l'aggressore.
I colpi si suddividono in tre categorie:

1) colpi che mettono Ko il nemico senza danneggiarlo eccessivamente.
2) colpi capaci di provocare danni permanenti.
3) colpi letali.

Questi ultimi non vengono insegnati nel Krav Maga ad uso civile. Nei primi due casi invece, sta a colui il quale si difende effettuare una rapida valutazione della minaccia e scegliere l'azione più appropriata, anche per non incorrere in inutili problemi di natura legale.
A ragione di questo, occorre che ogni praticante sia freddo e lucido mentalmente anche nelle situazioni più pericolose.

Tánglángquán



Tánglángquán (螳螂拳, Pugilato della Mantide Religiosa) è uno stile di arti marziali cinesi che viene classificato come stile imitativo (Xiangxingquan 象形拳), in quanto imita le movenze di un insetto: la mantide religiosa.
Lo stile della mantide è stato creato circa duemila anni fa dal maestro Wang Lang e ad oggi rappresenta una delle discipline più difficili da apprendere ma anche una delle più efficienti in combattimento, con la sua posizione di guardia che somiglia molto a una mantide religiosa e da cui è possibile eseguire una vasta gamma di colpi, parate, proiezioni e leve articolari.

Krav Maga in pillole parte 7



Il Krav Maga in solo mezzo secolo di storia ha saputo distinguersi tra le discipline di combattimento per rapidità, efficacia e pericolosità più di quanto non abbiano fatto le arti marziali tradizionali in migliaia di anni.
Ad oggi resta il metodo di difesa personale più efficiente e istintivo che esista, con le sue tecniche adattabili a qualunque persona, di qualsiasi corporatura, sesso, età e situazione motoria. Uno dei principi di questa disciplina infatti afferma chiaramente che qualora un individuo incorra in un handicap fisico, debba adattare le tecniche alla sua nuova condizione facendo di un "difetto" un punto di forza.
Il Krav Maga non è una disciplina per deboli, ma per chi dalle difficoltà sa rialzarsi.

Krav Maga in pillole parte 6



"Movimento minimo contro la forza massima" - Usare il minimo movimento ed energia per proteggersi. Allo stesso tempo, devi sforzarti di rispondere a più minacce con il minimo movimento.

I Principi del Krav Maga

All’inizio del percorso di formazione l’allievo impara una tecnica specifica e, attraverso l’esecuzione e la ripetizione della stessa, ne acquisisce i principi. Andando avanti, quando lavorerà su altre tecniche basate sugli stessi principi, l’istruttore gli farà notare le analogie e il suo cervello rafforzerà ogni volta la sua competenza. Grazie a questo processo dopo alcune sessioni di allenamento il krav comincia ad apparire semplice da apprendere e si ottengono risultati in un tempo relativamente breve.

( ESTRATTO DAL SITO DELLA IKMF ITALIA )


- Il Krav Maga si basa sui movimenti naturali del corpo umano

- Colpire sempre i punti sensibili dell'avversario

- Tecniche basate su reazioni istintive

- Difesa e contrattacco simultaneo

- Ogni tecnica deve difendere contro una varietà di attacchi

- Le tecniche devono essere integrate in modo che i movimenti appresi in una area del Krav Maga siano complementari anziché entrare in conflitto con i movimenti in un'altra area.

- L' addestramento deve essere accessibile alla persona media e non solo agli atleti

- Le tecniche devono permettere la difesa anche da una posizione svantaggiosa

- L’addestramento deve includere attacchi realistici per lavorare sotto stress

- Poche tecniche che risolvono molti problemi

- Massima reazione, nessuna regola, nessuna limitazione sul piano tecnico, niente e' vietato, tutti i colpi sono permessi

( DAL SITO DELLA KRAV MAGA MILANO )

Imre Emerich Lichtenfeld



Imre Emerich Lichtenfeld, più conosciuto come Imi, è noto per essere stato il fondatore del sistema di combattimento Krav Maga.
Fondamentale per la sua formazione fu la figura paterna, ispettore capo della polizia ed esperto lottatore. Grazie a lui, Imi si appassionò al wrestling e a discipline di lotta occidentali, per poi dedicarsi ad arti marziali come Judo, Jujitsu e altre.
A seguito dell'occupazione nazista del paese in cui risiedeva, Imi guidò una resistenza che spesso fronteggiava il nemico in situazioni di vita o di morte per le strade.
Nel 1948 venne scelto per addestrare il neonato esercito israeliano e fu allora che facendo ricorso alle proprie conoscenze ed esperienze maturate negli anni della resistenza, sviluppò un metodo di combattimento efficace e adatto ad essere appreso in breve tempo dai soldati: il Krav Maga.

Sun Lutang


Sun Lutang è stato un maestro di arti marziali cinesi. Fin da ragazzo si dedica all'apprendimento di diverse discipline quali lo Shaolinquan, lo Xingyiquan, il Taijiquan e il Baguazhang ( palmo degli otto trigrammi ).
Proprio di quest'ultimo, già suddiviso in cinque stili o scuole differenti, scelse di svilupparne un ulteriore variante, meno coreografica, più sintetica, minimalista e incentrata sull'efficacia delle tecniche più che sulla ritualità dei gesti. Mantenne tuttavia intatti i principi degli otto passi, delle otto direzioni del palmo e l'aspetto psicologico emotivo comune a tutte le scuole di Bagua incentrato sull'affrontare il combattimento in condizione mentale di quiete e rilassatezza fisica.
"Le braccia e le mani non dovrebbero girare intorno al corpo per un solo scopo estetico o illustrativo."

Krav Maga in pillole parte 5

Il Krav Maga è il perfezionamento e la sintetizzazione di tecniche provenienti da differenti stili di combattimento e arti marziali tradizionali. Esso punta più alla sostanza che alla forma e i suoi istruttori spesso possiedono un bagaglio culturale pregresso precedentemente nelle medesime discipline a cui il Krav Maga attinge, spogliandole di tutti gli elementi scenici superflui e adattandole alla sola azione mirata all'aspetto offensivo di uno scontro da strada.

Krav Maga in pillole parte 4

Il Krav Maga non possiede uno schema predefinito, esso è in continua evoluzione e aggiornamento e viene col tempo ampliato da tecniche sviluppate sulla base di reale intervento, estrapolate dalle arti marziali e spogliate degli elementi superflui o create dai singoli praticanti.
Una volta compresi i principi tecnici del Krav Maga, chiunque può adattare ad esso nuove tecniche purché risultino essere funzionali.

sabato 11 novembre 2017

Baguazhang



Il Baguazhang (Palmo degli Otto Trigrammi, in riferimento alle otto direzioni dei movimenti e agli otto utilizzi del palmo della mano) è nato circa due secoli fa in Cina e utilizza movimenti tranquilli per sconfiggere movimenti nervosi; ci si concentra sempre sulla difesa eludendo gli attacchi diretti dell’avversario ed attaccandolo con tecniche indirette.
Questo stile è particolarmente praticato nella provincia di Hebei dove si possono trovare ancora oggi i migliori Maestri di questa disciplina. Con il passare del tempo anche questo stile ha subito delle modifiche e delle espansioni di concetto, originando così alcune scuole e stili diversi.

“Muoversi come un drago, cambiare direzioni come una scimmia, cambiare i movimenti come un’aquila e restare tranquilli come una tigre”.

«Nel secondo anno di Jiaqing (1797), c’era una persona di Jining in Shandong chiamato Wang Xiang che insegnò a Feng Keshan il metodo di Pugilato, Keshan apprese la sua arte completamente. Nella primavera di Gengwu (1810), Niu Liangchen vide che il metodo di pugilato di Keshan conteneva i Passi nelle Otto Direzioni e disse: “I tuoi passi sono simili agli Otto Trigrammi”. Keshan domandò: “Come fai a conoscere ciò?” Liangchen rispose: “Perché io pratico il Trigramma Kan” (坎卦). Keshan disse “Io sono del Trigramma Li” (离卦). Lianchen affermò: “Tu sei Li, io sono Kan, noi uomini di Li e Kan ci riuniamo nello stesso Palazzo, e perciò possiamo praticare insieme e scambiarci insegnamenti.»

(Storia non Ufficiale della Stanza Secondaria Blu)

giovedì 9 novembre 2017

Krav Maga in pillole parte 3



Da cosa si riconosce un buon maestro di Krav Maga?
Un buon istruttore non insegna dozzine di tecniche al suo allievo, costringendolo a tenerle a mente tutte e a riprogrammare i suoi naturali movimenti. Bensì insegna un unica tecnica, adattandola ai movimenti dell'allievo e successivamente legando all'esecuzione di tale tecnica tutte le altre. Per questa ragione il Krav Maga fornisce una preparazione semplice e rapida da apprendere. Facendo sua una singola tecnica l'allievo imparerà istintivamente ad applicare ad essa le altre.
Io amo dare nomi alle cose, e chiamo la prima mossa che insegno, "Alpha".

mercoledì 8 novembre 2017

Kyusho



Il Kyusho è l'arte di annientare un avversario mediante i cosiddetti "punti di pressione", ossia determinati centri nervosi disposti lungo i meridiani energetici del corpo umano.
Esso è il diretto erede del leggendario Dim Mak ( o Tocco della Morte ) sorto in Cina migliaia di anni fa.
Oggi il Kyusho viene tramandato sia come disciplina a se stante, che inglobato nei programmi più avanzati delle altre arti marziali orientali.
A differenza delle "zone vulnerabili" del Krav Maga, i punti di pressione devono essere premuti o colpiti con una determinata dose di energia e una data angolazione. Alcuni sarebbero in grado di causare persino malattie o la morte a distanza di mesi.
La mappatura di questi punti, definita "mappa nera" per distinguerla dai corrispettivi punti dell'agopuntura che se premuti danno sollievo e benessere, venne tracciata per la prima volta dai fautori del Dim Mak per difendersi dalle bande di predoni che saccheggiavano i templi. Gli esperimenti per localizzarli costarono un ingente numero di vite umane.

Aikijujutsu



Aikijujutsu, nato in Giappone circa mille anni fa, è stato tramandato all'interno del clan Takeda in linea di successione diretta di padre in figlio fino al secolo scorso quando il suo 36° successore decise di divulgare e rendere nota al mondo l'esistenza di quest'arte marziale.
Essa può essere definita come una "versione dura" dell'Aikido, laddove quest'ultimo ( nato proprio dall'Aikijujutsu ) promuove la non resistenza e la risoluzione pacifica di ogni conflitto, l'Aikijujutsu invece, pur mantenendo invariati i medesimi principi tecnici nell'esecuzione delle mosse, non esita a porsi quale metodo di autodifesa efficace e limitativo dei rischi per il praticante.
Oggi l'Aikijujutsu risulta essere il Budo giapponese più praticato al mondo annoverando al suo interno tecniche basate su proiezioni, leve articolari, colpi sferrati ai punti vitali ma anche una componente spirituale che plasma l'animo del praticante tramite meditazioni e Kata al fine di conferirgli padronanza di sé stesso e di conseguenza delle situazioni potenzialmente pericolose, in maniera tale da uscire indenne e vittorioso da qualsiasi situazione di conflitto.

lunedì 30 ottobre 2017

Kempo

Il Kenpo ( o Kempo ) è una delle più antiche arti marziali esistenti. La sua evoluzione comincia dalla Cina di duemila anni fa e giunge fino a noi con un innumerevole rosa di stili differenti ( Shaolin Kenpo, Nippon Kenpo, American Kenpo Karate ecc... ).
Il suo nome, tradotto in "legge del pugno", ben evidenzia la sua propensione al massimo utilizzo degli arti superiori, in particolare delle mani, come armi.
Una sequenza di colpi perfetti sferrati a mano aperta o chiusa e diretti ai punti vitali dell'avversario, colpi che disegnano forme astratte atte anche alla difesa da eventuali colpi bassi. Una scarica di colpi capace di scoraggiare qualunque avversario già dopo i primi secondi di confronto.

Krav Maga in pillole parte 2


Lo scontro fisico non è l'unica forma di combattimento esistente. Ne esiste un altra molto più "sottile", non verbale, che è lo sguardo. Naturalmente fissare con aria minacciosa qualcuno è un chiaro invito a un confronto che potrebbe anche rivelarsi controproducente per voi. Ma saper sostenere lo sguardo per qualche istante, lasciare che esso emani sicurezza e forza, potrebbe portare molti potenziali aggressori alla ricerca della vittima debole, ad abbandonare in partenza il loro proposito. In questo caso avete vinto un combattimento senza neppure alzare un dito.

Krav Maga in pillole parte 1

Il praticante di Krav Maga potrebbe non ricevere mai un aggressione in tutta la sua vita, ma vive come se ogni giorno potesse essere aggredito quando meno se lo aspetta. Questo stato di perenne vigilanza è il fattore principale che in caso di reale pericolo determinerebbe la sua sopravvivenza.

lunedì 16 ottobre 2017

Krav Maga



Per via della sua genesi militare, il Krav Maga è stato creato per formare al combattimento soldati nel minor tempo possibile. Ne consegue che i corsi di autodifesa basati su questa disciplina siano per natura molto brevi e di facile apprendimento.
L'obiettivo nel Krav Maga ( spesso anticipatorio qualora l'individuo si senta minacciato fisicamente ) è mettere Ko la minaccia nel minor tempo e con il minor numero di mosse possibili ( anche un colpo solo può essere fatale poiché diretto a particolari zone estremamente vulnerabili del corpo ). Niente di coreografico o riservato solo agli sportivi, per via della sua semplicità di esecuzione e rapidità è uno stile di difesa personale adatto a tutti.

domenica 15 ottobre 2017

Panantukan



La Panantukan, originaria delle Filippine, è un sistema di "boxe sporca da strada".
In essa non vi sono regole ed è consentito qualunque colpo portato con gli arti superiori, a mano chiusa o aperta, gomitate, testate, colpi al collo o calci bassi nella zona inguinale.
Essa fa come proprio concetto di forza tre tipologie di difese ( attiva, passiva, neutra ) le quali mirano a deviare, bloccare o colpire gli attacchi dell'avversario per passare immediatamente al contrattacco con una serie di colpi con gli arti superiori nei punti vitali dell'aggressore, o effettuare movimenti o spinte atte a fargli perdere equilibrio e bilanciamento al fine di creare varchi in cui colpire.
Ne emerge quindi che essa, praticata nella sua forma più pura, non possa avere sbocchi sportivi ma è riservata al settore della difesa personale.

sabato 14 ottobre 2017

Jigorō Kanō


Jigorō Kanō, il padre fondatore del Judo, non si attribuì mai una cintura. Tuttavia dopo la sua morte i suoi successori gli assegnarono il grado di 12esimo Dan, in una scala da 1 a 10 dove l'11esimo non è presente. Questo per tracciare un solco tra lui e chiunque fosse venuto dopo di lui, rendendogli l'eterno e inarrivabile onore che merita.